Il mio napoletano

Come e quando

Parlo napoletano perché sono di Napoli, ci sono nato, ci sono cresciuto e ci abito.

Come tutti i napoletani nasco bilingue, e già da piccoli facciamo differenza tra l’italiano e napoletano: a casa ci sono famiglie che parlano solo napoletano, altre che parlano solo italiano, ed altre entrambe, ma generalmente l’italiano lo impariamo a scuola e dalla TV, ed il napoletano parlandolo tra amici, o a casa.

Perchè

E qui nasce il problema: secondo l’UNESCO, il Napoletano è riconosciuto come una lingua, ma è una lingua vulnerabile. L’UNESCO dice che al mondo ci sono circa 2500 lingue in pericolo, ed il napoletano tra tutte queste è quella con il maggior numeri di persone che la parlano. E’ un paradosso incredibile: il napoletano lo parlano tra 6 e 12 milioni di persone. Praticamente non solo le persone che vivono a Napoli o nella regione della Campania, ma anche tantissime persone che nel passato da Napoli sono emigrati all’estero e conservano ancora la lingua in famiglia. Basti pensare a quanti italo-americani parlano ancora Napoletano. E allora perché il napoletano è in pericolo, è vulnerabile?

Perché il napoletano non si studia a scuola, non si impara, non si legge e non si scrive nei libri o sui giornali, e non si sente alla radio o alla televisione. Non ci sono giornali in napoletano, non ci sono canali TV ufficiali in napoletano, e se un autore, anche se napoletano, scrive un libro, nessuno si sogna di pubblicarlo in napoletano. Se chiediamo ai napoletani stessi di scriverlo, la maggior parte di noi facciamo un errore di ortografia a ogni parola.

Una lingua così rischia molto, perché sopravvivere soltanto come parlata di strada, lingua volgare, e con il passare del tempo tante parole napoletane vengono sostituite da parole italiane. E’ un peccato perché il napoletano ha tantissime parole di origine greca, come la città stessa, ma anche tante parole e costruzioni grammaticale prese dallo spagnolo o dal francese (come si può vedere qui): il napoletano è lo specchio della storia della città, ed è un peccato perderlo.

Anche gli editori italiani di Wikipedia hanno cancellato la pagina sulla Lingua Napoletana e l’hanno sostituita con la pagina Dialetto Napoletano, mentre tutte le altre lingue dell’Italia continuano ad avere la pagina come Lingua lombarda, Lingua piemontese, Lingua Veneta ed altre. Al contrario tutte le wikipedia nelle altre lingue straniere chiamano la pagina “Lingua” Napoletana (in inglese, francese e spagnolo e tutte le altre)

Se non vogliamo perdere il napoletano, dobbiamo cominciare a studiarlo, a proteggerlo e a diffondero. Io l’ho studiato attraverso alcuni libri che vi voglio consigliare: Vall’ a capì di Maria D’Acunto, Dizionario Napoletano di Carlo Iandolo, e ‘o Princepe Piccerillo tradotto da Roberto D’Ajello.

 

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About Raffaele Terracciano

Studente seriale di lingue, Blogger, Language Coach e Tour Leader. Viaggio in giro per il mondo attraverso i libri, le lingue, il cibo e, ogni tanto, viaggi veri. Attualmente in missione per raccogliere i pezzi della torre di Babele.